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DANZA CLASSICA
Nel
1661 Luigi XIV, il re Sole, istituì la prima
Accademia Reale di Danza. Qui i primi maestri ed artisti
furono italiani, forse anche grazie all'influenza
esercitata un secolo prima da Caterina dè Medici
alla corte di Enrico II. In seguito però i
francesi, diretti dai maestri C.Beauchamp e J.B.Lully,
perfezionarono i passi e codificarono i principi e
le posizioni della danza classica dando vita alle
figure del ballerino e del coreografo di professione.
Con l'apertura dell'Accademia fu dato inizialmente
gran risalto alla prepaparazione tecnica degli artisti,
a scapito della loro libertà di espressione.
Per questo motivo, nel 1780, il coreografo riformatore
J.G.Noverre (1727-1810) contribuì, con le sue
aspre critiche, a far chiudere l'Accademia. Egli,
con la sua idea del ballet d'action, restituì
all'espressività la sua giusta importanza ed
incoraggiò l'uso della pantomina per esprimere
con i gesti anche i sentimenti più drammatici.
Con la Rivoluzione francese cambiarono i costumi e
l'ambientazione dei balletti: le scene di vita quotidiana
sostituirono le storie di re e cortigiani. Subito
dopo la Rivoluzione anche in Italia si aprì
l'Imperial Regia Accademia di Ballo, presso il Teatro
alla Scala di Milano. Verso la metà dell'800
si comprese l'importanza delle luci in scena, fu disegnato
il primo tutù e furono adottate le scarpette
da punta per esaltare la leggerezza delle danzatrici.
Con il tempo i virtuosismi della danza classica divennero
nuovamente fini a se stessi, incapaci di esprimere
la passione e la naturalezza del movimento del corpo
umano, sino a quando la ballerina statunitense Isadora
Duncan (1877-1927) si fece portavoce, contro la tecnica
accademica, della "danza libera", vale a
dire della libertà del movimento, in totale
accordo con l'istinto, divenendo la pioniera della
danza moderna. Nel 1909, con il debutto del Ballets
Russes di Serge Diaghilev al Thèatre du Chàtelet
di Parigi, si hanno, anche in Europa, le prime avvisaglie
della danza moderna. Diaghilev (1872-1929) apportò
le maggiori innovazioni nella storia della danza in
quanto fu un impresario di gusto, capace di scoprire
talenti e di realizzare grandi collaborazioni con
coreografi (Fokine, Nijinsky, Massine, Nijinska e
Balanchine), con scenografi (tra cui i pittori: Picasso,
Matisse e de Chirico), con i migliori ballerini del
primo '900 (tra cui Karsavina, Lifar, Nijinsky, Pavlova,
Lopokova) e con i compositori del calibro di Stravinsky,
Prokofiev, Ravel o Debussy. Tra gli altri grandi innovatori
del balletto classico del primo '900 ricordiamo: -
Enrico Cecchetti (1850-1928), grande danzatore, minimo
di genio. Fu soprattutto un eccezionale maestro di
ballo classico: insegnò a Pietroburgo, Varsavia
e Londra, fu l'anima didattica dei Ballet Russes.
In Inghilterra fondò la "Cecchetti Society",
per tramandare il proprio metodo d'insegnamento. Ritornato
in Italia nel '25, diresse il Teatro alla Scala. -
Marie Rambert (1888-1982) allieva devota di Cecchetti,
antesignana, con la scuola fondata nel 1920, del balletto
moderno inglese. - Serge Lifar (1905-1986) ucraino,
stella dei Ballets Russes sino alla morte di Diaghilev
e allo Scioglimento della compagnia. In seguito fu
direttore per quasi 50 anni, dell'Operà di
Parigi, ove fu l'artefice - in quanto ballerino, coreografo
e scrittore della rinascita del balletto francese.
- George Balanchine (1904-1983) ballerino e coreografo
russo. Nel '25 divenne capo coreografo dei Ballet
Russes; dal '33 fu in U.S.A., dove fondò scuole
e compagnie (New York City Center). Qui costruì
un repertorio moderno che portò in tutta Europa
negli anni '50. Con Apollon Musagète, del '28,
creò un nuovo stile e divenne il principale
esponente del Neoclassico. Negli anni '20 nasce la
danza moderna. Essa nasce negli U.S.A. con danzatori
come M.Graham, D.Humphrey e C.Weidman, ma soprattutto
grazie alle precedenti riflessioni sul movimento di
F. Delsarte. E.J.Dalcroze e di R.Von Laban, alle esperienze
di I.Duncan e agli studi approfonditi di R.S.Denis
e T.Shawn (da qui il nome della scuola Denishawn).

DANZA MODERNA
L'espressione
DANZA MODERNA nasce nel XX secolo per definire un
modo libero di interpretare la danza. L'aggettivo
MODERNA è usato in contrapposizione a CLASSICA
che identifica una danza legata al rigido rispetto
di regole sostanziali e formali. A scanso di equivoci,
bisogna precisare che stiamo parlando, in entrambi
i casi, di DANZA ACCADEMICA. In pratica, la danza
moderna è una evoluzione stilistica e culturale
verso forme libere di rappresentazione, affermatasi
grazie ad avanguardie artistiche coraggiosissime e
tecnicamente preparate. Se non avessero avuto notevole
spessore artistico, solo per fare due esempi, Isadora
Duncan e Serge de Diaghilev, alfieri della Danza Moderna,
questa non sarebbe ancora nata. Non è stato
facile abbattere i consolidati principi fondamentali
della tradizione accademica mondiale; ma ancora una
volta l'Europa ha dimostrato di saper cogliere i fermenti
di nuovi movimenti artistici. A partire dal XVIII
secolo, e fino agli inizi del Novecento, il ballo
ufficiale è stato caratterizzato dal rigore
stilistico e da un tipo di coreografia tendente a
schiacciare la sovraesposizione individuale rispetto
al corpo di ballo. In alcuni momenti, la preoccupazione
eccessiva della perfezione tecnica ha di fatto limitato
le potenzialità espressive di grandi artisti.
Già prima che nascesse in Francia, nel 1661,
l'Académie de la Danse, molti studiosi e maestri
europei avevano cominciato a dettare e scrivere regole
per incanalare l'arte coreica in un percorso scientifico.
Con l'avvento del Barocco, tutto fu sottoposto a formule,
parametri, codificazioni. Anche nel mondo della danza
prese piede la tendenza a sistematizzare regole e
tecniche. Di conseguenza, fu demandato all'insegnamento
dotto il compito di trasmettere sia le nozioni di
base di ogni singolo ballo, sia le nozioni generali
sulle posizioni dei piedi, del corpo, della testa,
ecc. Agli inizi del XVIII secolo, l'impostazione rigorosamente
professionale, tipica di ogni disciplina, si poteva
considerare un processo definitivamente compiuto anche
per la danza. Nel 1721 l'inglese John Weaver pubblicò
a Londra l'opera Anatomical and Mechanical lectures
upon dancing con la quale introduceva l'insegnamento
della danza fondato sullo studio dell'Anatomia. Praticamente
formulava la necessità di rapportare i movimenti
coreici alla scienza del corpo umano, la quale doveva
rappresentare il retroterra teorico per tutti i Maestri
di ballo. Si trattava di un principio giustissimo.
Ma in un contesto di formalismi esasperati, ogni nuova
regola finiva per appesantire l'effetto artistico.
E' chiaro che la Danza Classica ha prodotto e continuerà
a produrre opere eccezionali ed artisti insuperabili.
Ma in parallelo con il suo sviluppo e con le scuole
di pensiero tradizionale, si è affermata, nel
XX secolo la scuola della DANZA MODERNA.

FUNKY JAZZ - MODERN JAZZ
La
danza jazz, codificata negli Stati Uniti intorno agli
anni 70, nasce dallincontro di tecniche di danza
preesistenti (danza classica, modern-dance, repertorio
dei grandi musicals e dalla cinematografia americana)
con generi musicali fortemente radicati nella cultura
di questo paese (musica nera, jazz, musica rock ed
elettronica etc.). Nel tempo fino ai nostri giorni,
si sono succeduti uninfinità di coreografi
con apporti innovativi per soddisfare le esigenze
dei continui cambiamenti nel mondo dellimmagine
e dello spettacolo, arrivando alla nuova definizione
del modern-jazz. Parallelamente, negli ultimi 20 anni,
anche il mondo della produzione coreografica televisiva
ha fatto grande uso, con fortune e capacità
alterne, dello stile del modern-jazz.

DANZA CONTEMPORANEA
Il
corpo dipinge lo spazio con il suo movimento, e la
danza torna ad assolvere la sua funzione essenziale:
la comunicazione.
La danza contemporanea trova la sua origine nella
danza moderna che, nata dopo la prima guerra mondiale,
si pone come allontanamento dalla formalità
e rigidità dei canoni classici e romantici
del balletto per ritornare ad assolvere la sua funzione
essenziale: la comunicazione. Nessun movimento risulta
fine a sé stesso, il corpo fa rivivere in sé
la musica e dipinge lo spazio con il suo movimento,
affinché la danza diventi il mezzo per raccontare
storie, vivere emozioni profonde e farle rivivere,
esprimere le idee più astratte. Nella danza
contemporanea la dinamica del corpo nasce direttamente
dallenergia vitale dellessere umano e
il movimento rende significante ogni parte del corpo.
Lespressività del gesto e il dinamismo
del movimento fanno si che anche lo spazio venga utilizzato
in maniera imprevista, ma sicuramente più naturale.
Influenzata da una serie di stili che si sono sviluppati
nel corso del secolo in America e in Europa, la danza
contemporanea ha come unico filo conduttore il fatto
di essere una cosiddetta danza "libera",
ovvero liberata dalle codificazioni di un vocabolario
tipicamente accademico. Allinterno delle sue
varie correnti si possono identificare alcune tecniche
ben precise: fra le principali lo stile Humphrey -
Limon, il metodo Cunningham, il metodo Nikolais, la
tecnica Horton e la tecnica Graham. La tecnica Graham,
codificata da Martha Graham negli anni 30-40, è
basata su una visione molto personale e femminile
di appartenenza al mondo contemporaneo e alla terra
dAmerica, che ha dato vita alla creazione di
una personalissima scrittura coreografica. Si basa
sul principio del centro del corpo, visto non solo
come sede del baricentro e dellequilibrio, ma
come fonte da cui si propaga lenergia e lemozione,
come origine del movimento inteso come flusso vitale:
il corpo del danzatore si fa strumento di interpretazione
nel modo più diretto possibile. La tecnica
Graham si struttura intorno a contraction e release,
contrazione e rilascio del bacino: i flussi di energia
che si concentrano allinterno del corpo nella
fase di contrazione vengono poi rilasciati dolcemente
dal centro verso la periferia del corpo nella fase
di rilascio. Altro grande principio della tecnica
Graham è il rapporto del danzatore con il pavimento,
che viene usato in maniera diversa e non come ovvio
supporto sul quale posano i piedi: la sua funzione
è quella di sostenere il corpo del danzatore
durante le cadute. La danza non si svolge soltanto
verticalmente, ma è ricca di cambiamenti di
livello. Le modalità secondo le quali tutto
ciò avviene sono sempre caratterizzate dalla
semplicità e dalleleganza della tecnica.
In questo senso il pavimento si trasforma in una sorta
di pedana sulla quale viene sfruttata non solo la
forza peso ma anche il rimbalzo e lattrito:
ne deriva un effetto straordinario di energia e di
dinamica.

TIP
TAP
Onomatopea
che riproduce il rumore della scarpa battuta ritmicamente
sul pavimento. Più precisamente si tratta di
una azione di percussione effettuata alternativamente
col tacco e con la punta delle scarpe da parte del
ballerino, sul pavimento di una pista da ballo o su
un palcoscenico.
I balli basati sul passo 'sonoro' tacco-punta, erano
presenti in Europa già all'inizio del XIX secolo.
Se ne è trovata traccia in Austria, Germania,
Olanda e Svizzera. Pare che la patria di questo tipo
di ballo sia l'Irlanda, dove, già alla fine
del 1500, si ballava la famosa giga (jig), una danza
di ritmo ternario, in tempo di 6/8, che diventò
danza di corte durante i secoli XVII e XVIII. Indipendentemente
dai nomi, diversi l'uno dall'altro, a seconda della
regione geografica, la tecnica era sostanzialmente
la stessa: utilizzare i piedi al posto degli strumenti
di percussione. I nomi rimasti famosi, fra questi
balli di varia origine, sono:
zapateado: figura presente nel flamenco spagnolo;
giga irlandese o clog dance, da cui
è nato il tip tap.
La storia del tip tap nasce proprio nel contesto dei
balli a podo-percussione.
C'era una volta la clog dance:
- La clog dance è la famosa danza degli zoccoli
nata alcuni secoli fa in Irlanda. Era la danza delle
popolazioni contadine che la eseguivano nelle più
importanti ricorrenze con una tecnica particolare
e del tutto originale rispetto agli altri balli. Calzando
delle scarpe con una doppia suola di legno, i ballerini
battevano il pavimento con i piedi ad una velocità
impressionante, sui ritmi vivaci del reel e della
giga. Il record numerico di tali battute arrivava
a quattro colpi al secondo ed oltre, fino ad un massimo
di 260 al minuto. Il ballo consisteva esclusivamente
in questo movimento dei piedi: le altre parti del
corpo restavano ferme. In una fase iniziale, per molti
decenni, questo ballo veniva eseguito da un solo danzatore,
che si esibiva all'interno di un cerchio di persone.
Successivamente divenne ballo di coppia e, ai movimenti
dei piedi, si unirono quelli delle braccia.
- Tra le masse di emigrati irlandesi che si spostarono
negli USA verso la metà del XIX secolo, capitarono
parecchi ballerini di clog dance. Costoro non rinunciarono
al caro ballo della loro terra: lo insegnarono ad
altri emigrati e lo introdussero in molti ambienti
negri.
- Alcuni musicisti e danzatori negri ne colsero l'originalità
e, in collaborazione con gli irlandesi più
preparati in materia, ne ricavarono una nuova danza
chiamata tap dance.
Le tappe della... TAP DANCE:
- La tap dance si diffuse in tutta l'America e, fino
alla fine del secolo XIX, fu sottoposta a perfezionamenti
tecnici e stilistici. Fu provata sia con accompagnamento
musicale, sia senza. Per potenziare gli effetti delle
podo-percussioni si arrivò a concepire (e costruire)
particolari scarpe da ballo con dei rinforzi metallici
ai tacchi e alle punte.
- Nel 1902 l'impresario negro Ned Wayburn portò
la tap dance sulle scene (Tap and step dancers), avviando
un processo di interesse e di curiosità attorno
a questo modo di ballare.
- Con i primi films di Fred Astaire le masse si avvicinarono
molto a questa danza.
- Negli anni '40 e '50 si moltiplicarono le esibizioni
nei locali da parte di Fred Astaire e Ginger Rogers:
la tap dance diventò un ballo di moda.
- In Europa si diffuse attraverso spettacoli di palcoscenico
e films hollywoodiani.
- Nel nostro Paese fu portata nelle sale col nome
italianizzato di TIP TAP.

FLAMENCO
Il
Flamenco nasce dall'incontro delle tradizioni musicali
assimilate dai gitani durante il lungo viaggio che
dall'India li aveva condotti in Spagna, in Andalusia,
quando vi si stabilirono nel XV secolo. I gitani,
perseguitati per più di due secoli, crearono
nella clandestinità di poche famiglie i canti
e le danze che costituiscono tuttora la struttura
portante del Flamenco.
La condizione di perseguitati portò i gitani
a sviluppare maggiormente il loro orgoglio razziale
e a dare vita ad un'arte al tempo stesso profondamente
viscerale e altamente regale dove regnano, insieme
alla forza istintuale e alla passione, l'eleganza,
la sobrietà, l'autocontrollo. Quando alla fine
del XVII secolo i gitani poterono finalmente muoversi
liberamente, la loro arte cominciò a diffondersi
nel sud dell'Andalusia, soprattutto nelle province
di Cadice e Siviglia. Alla fine del secolo successivo
il Flamenco era ormai diventato un fenomeno andaluso
e non più solo gitano. Iniziarono ad inserirsi
cantaores non gitani, che se da un lato avviarono
una trasformazione del Flamenco, modificandone in
parte i caratteri tradizionali, dall'altra lo arricchirono
attraverso la rielaborazione della cultura musicale
autoctona che si "afflamencò" dando
luogo ad un fiorire di stili e di melodie tale da
fare del Flamenco una delle espressioni musicali più
ricche del Mediterraneo e del mondo. Benchè
il Flamenco abbia, quasi miracolosamente, conservato
gran parte delle sue antiche caratteristiche, non
si è per questo isolato dal resto del mondo:
nel nuovo secolo anzi, il Flamenco si è avvicinato
a culture di altri mondi, anche molto lontani dall'
Andalusia (jazz, musiche latino americane, rock) selezionando
e rielaborando in modo del tutto particolare questo
nuovo patrimonio musicale. Questa capacità
di assimiliazione ha trasmesso al Flamenco caratteri
di universalità e di umanità che ne
fanno un complesso mondo artistico, ormai umanamente
riconosciuto e celebrato. La musica e la poesia del
canto, la plasticità della danza dialogano
nel Flamenco con una chitarra che ora canta ora accompagna
dando vita ad un mondo di immagini e di suoni dove
l'amore, l'odio, il sangue, la terra, il destino diventano
forma e arte. Nel Flamenco non si raccontano storie
ma si interpretano le emozioni e le passioni: bailaor
e cantaor diventano pura concretezza in quanto vivono
gli stati d'animo per poterli veramente esprimere.
Per questo nel Flamenco non sono sufficienti il virtuosismo
tecnico e la coreografia complessa se non sono sorretti
da una forte carica interpretativa.
ser flamenco
es cosa: es tener otra carne, alma, pasiones, piel,
instintos y deseos; es otro ver el mundo, con el sentido
grande; el sino en la conciencia, la mùsica
en los nervios
(Tomàs Borràs)

DANZE ARABE
Alle
abitanti dell'Harem fu insegnata la danza, la recita,
suonare strumenti musicali, il canto e tante melodie
che più tardi divennero famose, furono composte
da queste donne. Musica e danza furono un`importante
passatempo, così come i diversi gruppi di danzatori
e musicisti che frequentarono l`Harem; inoltre furono
una preziosa fonte di novità del mondo fuori".
Durante il Làle Devri", il periodo
del tulipano, il Sultano Selim III., invitò
a palazzo famosi pittori italiani e maestri di musica
francesi per insegnare alle sue abitanti le danze
di corte europee e la pittura. Mediante la provenienza
culturale delle sue abitanti, la danza si arricchì
di nuovi aspetti e diverse forme nuove. Siccome le
donne danzarono nella maggior parte delle volte tra
di loro, la danza diventò un`arte di donne
per donne. Molte di loro discesero da case reali,
eredi di potenti famiglie e furono portatrici della
loro cultura ad alto livello; l`insieme di donne nobili,
donne provenienti da diversi ceti, da varie culture
e diverse nazioni, fece sì che l'Harem fu una
cellula multiculturale. Con la fine dell`impero ottomano
nel 1909 l`Harem fu sciolto. Le donne uscirono dalla
loro gabbia dorata", qualcuna potè
ritornare dalla sua famiglia, altre adoperarono le
arti imparate nell`Harem per guadagnarsi la vita.

BALLI LATINO-AMERICANI
SALSA
Su luogo e data di origine non ci sono dubbi: la salsa
è nata a Cuba agli inizi del 1900. Deriva dal
Son, ma recepisce elementi importanti da altri balli,
quali bolero, merengue, guaracha, conga, rumba. Rispetto
al Son accelera il ritmo pur mantenendo la funzione
di danza di corteggiamento. Il ritmo sincopato è
presente fin dalle origini; mentre col passare degli
anni è aumentata l'accelerazione dello stesso
e sono state inserite decine di figure recepite da
altre danze. Oltre i normali strumenti di percussione
utilizzati per altri balli cubani, in soccorso della
salsa sono intervenuti, negli ultimi tempi, moderni
strumenti quali chitarre elettriche, batterie e pianole.
La salsa è quindi una danza storicamente consolidata:
è denominata caraibica perchè riconducibile
alle tradizioni musicali di molti paesi del Centro
e del Sud America.
Una certa discordanza si riscontra circa la ricostruzione
del suo rilancio come genere musicale e come ballo.
- Secondo qualche studioso l'operazione salsa è
tipicamente americana e nacque attorno al 1940, quando
alcuni musicisti di New York misero assieme elementi
musicali latino-americani e nord-americani. Con l'espressione
salsa metropolitana fu lanciato un genere musicale
eterogeneo che rappresentava una sintesi di ritmi
latini, africani, jazz e blues. In realtà si
trattava di un particolare modo di fare musica che
spontaneamente si era affermato, nel corso di alcuni
anni, nel quartiere latino El Barrio, popolato da
cubani, spagnoli, colombiani, panamensi, ecc. Alcune
case discografiche intuirono in quel tipo di musica
un qualcosa di significativo che potesse essere confezionato
come valido prodotto commerciale. Si creò un
vero e proprio filone musicale. Tale filone conobbe
periodi di successo alternati a pause di silenzio;
ma non fu mai abbandonato. Negli anni sessanta e settanta
raggiunse livelli di grande popolarità.
- Altri commentatori sostengono che da Cuba è
partita nel 1960 una campagna di lancio della salsa
che come musica e come ballo già apparteneva
alla tradizione locale. La salsa, secondo costoro,
sarebbe stata presentata come una forma artistico-musicale
alternativa e in contrapposizione al jazz americano.
Gruppi di emigrati cubani portarono la salsa a New
York tra il 1960 e il 1970. E proprio negli USA si
ebbe il primo grande successo di questo genere musicale:
da lì prese le mosse la sua espansione verso
i mercati dell'America latina e verso l'Europa.
- Marlon Giuri e Simona Griggio affermano che "la
parola salsa era già usata da Ignacio Pineiro
negli anni venti e indicava genericamente la musica
da ballo cubana e portoricana".
La Salsa ha conosciuto due stagioni di successo:
1. Quando essa fu rielaborata negli USA, attorno al
1970, e di qui lanciata sugli altri mercati, andava
forte la versione caliente. Fu proprio grazie all'aggressività
del ritmo che richiamava qualcosa di primitivo, che
si impose prepotentemente, nonostante le difficoltà
di un'epoca molto fluida in campo musicale. Dopo un
discreto successo durato alcuni anni, si è
avuto un raffreddamento di interessi per questo genere
forte.
2. Nella forma moderata e romantica è tornata
alla ribalta nel 1997-98, conquistando molti fans
fra i giovani americani ed europei.
MERENGUE
Secondo alcuni studiosi, il merengue era ballato dagli
schiavi di origine africana che, attorno alla metà
del 1500, lavoravano in catene nei campi di canna
da zucchero, sotto la dominazione spagnola, in quell'isola
che oggi si chiama Repubblica Dominicana. Le catene
ai piedi non consentivano grandi movimenti; ma non
impedirono di inventare il passo del merengue, che
consisteva nel trasferire il peso del corpo da un
piede all'altro.
Secondo altri, il tipico passo trascinato fu lanciato
(si fa per dire) da uno schiavo che era insorto contro
gli Spagnoli ed era rimasto ferito ad una gamba: durante
una festa in suo onore si era esibito nel ballare,
nonostante l'invalidità. Gli amici lo imitarono
nei movimenti e, senza volerlo, inventarono un nuovo
ballo.
Qualcuno arriva a sostenere che prima ancora di essere
ballato nell'isola dominicana, il merengue era stato
inventato ad Haiti. Una cosa è certa: già
nel 1918, questo era ufficialmente riconosciuto come
un ballo tradizionale della Repubblica Dominicana.
Dal punto di vista musicale, diversi sono stati gli
strumenti utilizzati per tale ritmo (2/4, sincopato,
molto veloce). All'inizio del XX secolo, oltre al
tamburo e all'organetto, per accompagnare l'immancabile
voce solista, si usava il guiro (cubano) che si componeva
di due elementi:
3. una zucca vuota che in superficie portava un foro
e delle striature,
4. una bacchetta di legno che, sfregata sulle striature,
produceva un suono particolare.
Dopo il 1930 il merengue recepì elementi di
jazz che ne arricchirono la composizione; e come ballo
fu usato anche su basi di samba e ritmi afro-cubani
in genere. Da quando è diventato un ballo di
moda è stato sottoposto a trattamenti estetici
e stilistici: sono state codificate precise figure
con tanto di passi contati e concatenati fra di loro.
Ciò non toglie comunque spazio alla inventiva
dei ballerini. Basti pensare che, oltre che nelle
balere, è entrato regolarmente nelle discoteche.
Assieme a mambo e salsa forma la disciplina DANZE
CARAIBICHE.
LA BACHATA
Se in Italia possiamo oggi parlare di bachata, dobbiamo
ringraziare il Maestro Marlon Giuri che è uno
dei più grandi studiosi e conoscitori di danze
caraibiche del nostro Paese. La bachata è un
ballo lento (28_35 battute al minuto) che in qualche
modo somiglia al bolero cubano. Sarebbe nata da una
sintesi di vari elementi (beguine, danzon e son) rielaborati
secondo gusti europei. L'influsso prevalentemente
spagnolo e francese è confermato dalla assenza
o dalla scarsa presenza all'interno della bachata
delle sonorità tipicamente africane. La sua
catalogazione fra le danze caraibiche si giustifica
in virtù dei luoghi di origine. Rispetto ai
ritmi veloci di mambo, salsa e merengue, rappresenta
la parte malinconica e triste della cultura caraibica:
perchè dovunque le storie d'amore sono anche
storie di lacrime amare. La bachata è quasi
sempre a contenuto amoroso. Questo ballo è
stato portato in Europa, a partire dalla metà
degli anni '80, dai gruppi di dominicani che si sono
trasferiti nel nostro continente per motivi di lavoro.
Il più grande cantante e compositore di tale
genere è J. Luis Guerra. CHA CHA CHÀ
Sul finire degli anni Quaranta il compositore e violinista
cubano Enrique Jorrin dirige lorchestra America
che spopola nei locali da ballo più popolari
dellAvana.- Il Danzòn regna sovrano.
Ma la creatività di Jorrin non si limita a
seguire la tradizione consolidata; nelle sue musiche
fioriscono i controtempi, i raddoppi, i ritardi, su
un ritmo che tende a essere quasi piatto, mentre i
movimenti dei ballerini diventano saltellanti con
il raddoppio del secondo passo.
E nato qualcosa di nuovo che Jorrin battezza
provvisoriamente mambo rumba.
Solo un paio di anni più tardi, nel 1951 decide
di chiamarlo cha cha chà ispirandosi al suono
provocato dai ballerini nel marcare con i piedi la
sequenza ritmica.- il mio sforzo di creare un
nuovo ritmo si può trovare già nei danzòn
Silver Star e Lo que sea varòn ha raccontato
lo stesso Jorrìn, scritti premia del
1950, con uno stile differente dal solito.
Nella ricerca ritmica uso meno sincopi, melodie a
tempo e controtempo dove sarebbe stato più
facile al ballerino di danzòn lacople
con il passo del cha cha chà. Negli anni
Cinquanta il cha cha chà spopola anche a Cuba,
il Tropicana ospita ogni sera un pubblico vastissimo
per le esibizioni di Benny Morè, del Trio Matamoros
e dellorchestra di Perez Prado, che includono
nel loro repertorio molti brani di cha cha chà.
Il nuovo genere ibrido si è rapidamente convertito
nel sostituto del son come antigenere più in
voga, e , al pari del mambo, nel cha cha chà
ogni strumento svolge una funzione ritmica specifica,
a esclusione del flauto, dei violini e del piano.
MAMBO
Nel 1938 il compositore cubano Oreste Lòpez
crea un danzon de ritmo nuevo finendo
la parte finale mambo, con un motivo sincopato simile
e quello che di utilizza per un son montuno.- Di lì
a poco la celebre orchestra di Antonio Arcagno adotta
linnovazione, aggiungendo una strumentazione
in cui compaiono un piano e un campanaccio.- Il nuovo
ritmo contagia subito numerosi musicisti, tra cui
Dàmaso Pèrez Prado che intuisce subito
che quel ritmo possiede le potenzialità per
diventare una creatura con vita propria, non un semplice
danzòn rinnovato.- E dopo aver
composto due pezzi dal titolo Que rico mambo e Mambo
numero 5, lascia Cuba e si trasferisce in Messico.
Il talento di Pèrez Prado rende la colorita
strumentazione del nuovo ritmo qualcosa di assolutamente
originale.- Ben presto la sua orchestra viene contesa
dai migliori locali notturni messicani, il mambo contagia
e crea scalpore, i prodotti dalla RCA vendono migliaia
di copie, e comincia a diffondersi sia negli Stati
Uniti che in vari paesi del Sud America.
I titoli dei brani fioriscono vorticosamente, in un
crescendo fantasioso; dopo Rico Mambo, arrivano mambi
universitari, liceali, e persino numerati, come se
si trattasse di musica classica. Il cinema scopre
nel mambo un elemento ideale, forse anche per lalone
di morbosa sensualità che lo circonda.
SAMBA
Samba deriva da zampo, una denominazione che serviva
ad identificare due categorie di brasiliani:
1. quelli di discendenza negra,
2. i meticci del filone indios.
Samba deriva da semba che è il particolare
movimento del bacino di alcuni balli tipici dell'Angola
portoghese. In Brasile si usò il termine samba
per indicare il modo di ballare degli schiavi importati
dall'Angola e dal Congo e utilizzati nelle piantagioni
di canna da zucchero.
Le danze sviluppatesi in Brasile sono prevalentemente
di carattere rituale. Il samba è certamente
il ballo più famoso e il più caratteristico:
tanto è vero che è diventato ballo nazionale
per eccellenza e prodotto di esportazione. Esso è
nato come ballo sociale e solo successivamente è
diventato un ballo di coppia. Agli inizi si eseguiva
in cerchio ed ogni ballerino effettuava frenetici
movimenti del corpo, in particolare dai fianchi in
giù. Il ritmo velocissimo, scandito da cembali,
tamburi, bonghi e sonagli, non consentiva la esecuzione
di figure coreografiche. I passi, ove esistenti, erano
brevi, rapidi e ripetitivi.
Il samba delle origini era molto diverso da quello
che oggi conosciamo. Gli studiosi ne hanno catalogato
alcune tipologie:
Ý samba di Bahia, samba carioca e samba guineo.
Tutti e tre i tipi di samba erano utilizzati, in diversi
contesti territoriali, nelle celebrazioni delle feste.
Secondo le abitudini delle popolazioni brasiliane.
Le feste erano vissute come vere e proprie parentesi
di sfrenatezze e di esagerazioni: fra tutte, il Carnevale,
da secoli l'evento più importante e più
sentito nell'intera nazione. I suoi festeggiamenti
duravano (e durano), ininterrottamente, anche più
giorni e più notti. Samba e Carnevale sono
rimasti abbinati in Brasile come due aspetti di un'unica
realtà.
Attorno al 1920 il Samba fu portato in Europa e presentato
come ballo di coppia, sia con figure autonome ed originali,
sia con figurazioni già esistenti nella maxise,
opportunamente rielaborate.
SONIl Son deriva dal danzonete: ne fa proprio l'alternarsi
delle figure lungo le quattro pareti della pista;
ne abolisce l'introduzione che rappresentava una frattura
rispetto alla continuità del ritmo.
La differenza fondamentale rispetto al danzonete consiste
nella accelerazione del ritmo, operazione resa possibile
dalla introduzione delle clave.
Nel Son furono introdotte diverse figure nuove, create
per variare ed arricchire il programma, in maniera
tale che la coppia, girando attorno alla sala, si
proponesse in una lunga serie di giri e di varianti.
In alcune figure veniva accentuato il piegamento delle
gambe che diventerà tipico delle danze moderne.
Oltre ai giri attorno a se stessi, furono inseriti
i giri attorno al partner. Alcune figure erano particolarmente
sensuali. Cominciava ad emergere il ruolo della dama
dalla cui grazia prevalentemente derivava l'armonia
del ballo. Di particolare efficacia era un giro che
la dama effettuava attorno al cavaliere, passandogli
la mano alla cintura, e mantenendo un atteggiamento
nell'insieme civettuolo.
CONGA
Precisazione: alcuni testi considerano conga sostantivo
di genere femminile; altri testi lo considerano sostantivo
di genere maschile. Il termine deriva dall'africano
conja che al plurale indica dei grandi tamburi che
si usavano in occasione della incoronazione dei capi
tribù e di altre solenni ricorrenze.
E' una danza in tempo binario portata a Cuba dagli
africani e successivamente sviluppatasi in Brasile.
Inizialmente si ballava durante il carnevale; col
tempo ebbe larga diffusione ed entrò nelle
abitudini della popolazione che la ballava in ogni
occasione di festa. Molte figurazioni del Samba derivano
proprio dal conga. La stessa rumba trae in parte origine
da tale ballo, oltre che dalla habanera spagnola.
Il ritmo di questo ballo è segnato prevalentemente
da strumenti di percussione. All'inizio veniva ballato
dalla folla festeggiante, per le strade e nelle piazze,
in occasione di importanti avvenimenti nazionali o
locali. La danza veniva introdotta da suonatori di
clave, trombette e tumbadoras, che precedevano il
corteo lungo le vie del paese. Seguivano esperti ballerini
che danzavano in modo suggestivo ed invitavano i passanti
e gli spettatori ad unirsi al corteo. Si formava una
folla allegra che ballava liberamente.
BOLERO CUBANO
Il Bolero è uno dei balli più famosi
della Spagna. Dai colonizzatori spagnoli e dal loro
seguito fu portato a Cuba. Qui, sotto l'influsso delle
tradizioni africane impiantatesi in loco, fu completamente
trasformato, sia attraverso la semplificazione delle
figure, sia attraverso la contaminazione del son.
Secondo alcuni studiosi, addirittura, sarebbe una
diretta derivazione del son, da cui prende il passo
base. Sta di fatto che, se veramente deriva dal bolero
spagnolo, lo stravolgimento del ritmo è totale,
passando da ternario moderato al classico ritmo binario
della musica negra. Diventato un altro ballo rispetto
al Bolero originale, è rimasto all'interno
del folclore cubano. La particolarità del bolero
cubano consiste nella natura di ballo inspiegabilmente
lento se paragonato ai balli di ritmo binario. Nato
come una danza romantica, veniva considerata una piacevole
pausa fra tanti balli veloci. I giovani lo ballavano
abbracciati, completamente rilassati in atteggiamenti
quasi amorosi.
GUARACHA
La Guaracha è un genere musicale sconosciuto
al pubblico italiano, che ha origine nel XVIII sec.
in Spagna sotto forma di "Zapateo Andaluso".
Approda nelle Americhe nel periodo coloniale, sviluppandosi
maggiormente nelle isole di Cuba e Puerto Rico; lì
subisce l'influenza afro diventando un ritmo più
ballabile. Negli anni 30 la Guaracha inizia a diffondersi
insieme al Son cubano con arrangiamenti diversi che
daranno origine alla sua vera essenza. In quel periodo
il famoso trio Matamoros e il Cuarteto Caney sono
i grandi divulgatori della Guaracha. La formazione
strumentale che inizialmente suonava la Guaracha era
composta da: chitarre, guiro, maracas e voci; poi
si aggiunse il tres (chitarra tipica cubana). Il testo
è generalmente picaresco, burlesco e satirico;
riflette l'ambiente dell'epoca raccogliendo fatti
e ritratti di personaggi del popolo. La Guaracha si
trasforma nel furore dell'epoca. Dato curioso, il
primo messaggio promozionale trasmesso dalla radio
venezuelana per una marca di sapone, fu registrato
dal trio Matamoros proprio con questa musica. Proliferano
i gruppi che interpretano questo genere, allo stesso
tempo si cominciano a creare le cosidette orchestre
da sala. Le più importanti sono a Cuba, Casino
della Playa, a Puerto Rico, quella di Rafael Muñoz.
I cantanti più rappresentativi nell'ambito
cubano sono: Miguelito Valdez, Rita Montaner e Benny
Moré (2); mentre a Puerto Rico: Feliz Castrillon
e José Louis Monerò.
Di tutti questi gruppi la più famosa e amata
in assoluto nelle Americhe è la cubana Sonora
Matancera che appare nel 1942 con la cantante portoricana
Mirta Silva, che ha il merito di essere stata la prima
donna guarachera a fare anche delle registrazioni
(cosa all'epoca molto rara e quasi scandalosa per
una donna). Gli anni '40 segnano l'epoca d'oro di
questo genere musicale e la Sonora Matancera è
il baluardo degli amanti della musica ballabile. Fanno
parte del suo staff cantanti come il portoricano Daniel
Santos (3) e, nel 1948, la cubanissima Celia Cruz
(4). Ancora oggi questo ritmo è vivo anche
se negli anni 60/70 la creazione artistica diminuisce
mantenendosi solo con autori come Emilio Cavailhon
e Rudolf Vaillant. Nella decade degli anni '80 la
Guaracha è presente nelle composizioni di Pedro
Luis Ferrer, nelle parodie di Alejandro Garcia Virulo
e nelle splendide interpretazioni di Oscar D'Leon
(5). Che bello sarebbe se qualche emittente del settore
ci facesse ascoltare brani di questo genere debitamente
identificati
LA
RUMBA
La rumba nacque a Cuba come danza d'amore, prevalentemente
veloce; poi si diffuse nei Caraibi, diventando un
ballo moderato e delicato.
Pare che sia stata inventata nei quartieri poveri
dell'Avana, dove la gente amava cantare per placare
la durezza della esistenza. Gli strumenti musicali
collegati alla rumba erano maracas (zucche svuotate,
con sassolini dentro), marimba (rumba box: strumento
di percussione), claves (due bastoncini di legno percossi
l'uno contro l'altro). Quando mancava qualcuno di
tali strumenti, la percussione era affidata a vari
utensili e oggetti domestici quali bastoni, cucchiai,
piatti di legno, ecc.
L'architettura iniziale della rumba aveva tre parti
distinte:
5. yambù. Era la parte riservata alla dama.
La base musicale era molto lenta. La melodia era affidata
al coro, mentre il tamburo dava il ritmo. La donna
si muoveva in figure sensuali atte a presentare le
sue virtù femminili e domestiche. I cavalieri
si alternavano astenendosi da qualsiasi contatto fisico.
6. guaguancò. Era un vero e proprio gioco d'amore:
su un ritmo più veloce il cavaliere girava
attorno alla dama fingendo (o cercando) di allungare
le mani verso le sue parti intime. La dama, a sua
volta, girava in senso inverso per schivare gli attacchi
del maschio. Al tempo stesso alzava i lembi della
gonna ed eseguiva ripetuti movimenti di bacino in
senso ondulatorio: era un vero e proprio rito propiziatorio
collegato alla fertilità.
7. columbia. Il ritmo diventava molto veloce: ballavano
solo i cavalieri che dovevano dimostrare la loro virilità
attraverso la capacità di resistenza e la fantasia
creativa. Emergeva con tutta evidenza la rivalità
con gli altri uomini nel 'colpire' e conquistare le
donne. Il ballo si faceva pesante quando si arrivava
alla prova dei coltelli: ogni ballerino si legava
alle caviglie dei coltelli molto affilati e danzava
secondo un ritmo crescente.
Per diverso tempo, i movimenti dei cavalieri furono
considerati pericolosi e quelli della donna troppo
licenziosi. Per questo motivo la rumba rimase confinata
nelle estreme periferie urbane e fra la povera gente.

PILATES - “E’ la mente che costruisce
il corpo” J.H.Pilates
Joseph Pilates era orgoglioso di ricordare
che la tecnica da lui inventata era in anticipo di
un secolo sul suo tempo.
Inizialmente riscosse un gran successo tra i ballerini
perché regalava muscoli tonici e definiti senza
appesantirli e garantiva una perfetta postura.
Col tempo la cerchia di appassionati ha cominciato
ad allargarsi ed oggi è sicuramente la tecnica
di allenamento più amata e diffusa. Di certo
quella che ti assicurerà un corpo migliore
nella maniera più efficace e sicura. In poche
sedute riuscirai a sentirne i benefici e subito dopo
inizierai a vederli.
Noi lavoriamo sulla qualità dell’esecuzione
unita a controllo e concentrazione per garantire il
migliore risultato possibile.

TANGO ARGENTINO
La danza che ha conquistato il mondo Piccola storia
di un ballo che, partendo dai bassifondi di Buenos
Aires, ha fatto il giro del mondo ritornando ora in
auge grazie al film "Evita". Un giorno qualsiasi
del secolo scorso qualcuno portò in Argentina
il primo bandoneòn. Si dice sia stato un marinaio
tedesco che forse si entusiasmò vedendo in
una vetrina di Amburgo questa specie di fisarmonica
di legno, cuoio e madreperla, inventata verso il 1835
da Heinrich Band. Il timbro lamentoso, pigro,"alcolizzato"
del bandoneòn, di lì a poco sarebbe
diventato la vera voce e anima del tango, e forse
non è un caso che, per una musica che canta
la nostalgia, anche lo strumento dovesse arrivare
da lontano. Il ballo si diffonde a partire dalla fine
del 1880 nelle periferie di Buenos Aires e Montevideo:
un mondo ai margini, che non riesce a seguire il ritmo
di una città che cresce vertiginosa-mente.
Quelli che correvano il rischio di intraprendere un
viaggio tanto impegnativo per arrivare sino qui alla
ricerca di un destino migliore, erano coloro che la
miseria aveva allontanato dalle zone più povere
dellEuropa: la Galizia in Spagna, i dintorni
di Napoli e Genova, la Sicilia e la Calabria.
Un mondo di tensioni irrisolte fatto di uomini che
avevano smesso di sentirsi europei ma che non avrebbero
mai potuto considerarsi del tutto americani, emigranti
separati dalla distanza, fuori posto, fuori tempo,
immersi nel ricordo di un paese lontano alla ricerca
di una nuova identità e consapevoli che l´unico
modo di vivere la nostalgia fosse esorcizzarla, rappresentandola
con un ballo: attraverso il linguaggio comune della
danza il corpo trovò la possibilità
di affermarsi in questo universo mutevole.
Il primo vero palcoscenico del tango fu la strada,
la terra battuta o i caffè di quartiere con
le loro luci soffuse,il rumore dei dadi e le attese
consumate a rincorrere un sogno che rotola su di un
tavolo da biliardo. Parlare di tango significa rievocare
un´epoca e sebbene sia sempre rischioso affidarsi
ai luoghi comuni, non c´è dubbio che
la fortuna di questa danza sia legata anche alla sua
fama di ballo licenzioso, nato nei postriboli.
Pensare al tango semplicemente come ad un ballo sensuale
significa non volerne comprendere la diversità
ed il mistero. La complessità dei passi richiede
severità e disciplina, ma accanto ad una base
di rigore formale, la libertà di espressione
è straordinaria: la varietà dei passi
è tale che ogni ballerino diventa coreografo
di sé stesso. C´è un codice non
verbale nel tango, quasi un dialogo di coppia fatto
di gesti e di pause, brusche accelerazioni ed immobilità.
Un continuo attrarsi e respingersi, senza guardarsi
negli occhi, dosando tensione e languore.

LISCIO
Valzer, Polka Mazurka. La musica da ballo
è soprattutto ballo di coppia e quindi contatto,
quel contatto umano che la musica da discoteca esclude.
Il liscio, invece, è un perfetto metodo dapproccio,
il trionfo della comunicazione che si trasmette con
lo sguardo, il corpo, la gestualità più
spontanea. Le melodie sono orecchiabili, quelle del
sentimento facile facile che lasciano la felicità
dentro. Unallegria che sa di Romagna, il regno
di quel liscio che nacque proprio nelle aie romagnole
dove si ballava sulla ghiaia strisciando le suole
delle scarpe sul pavimento, lisciandole, appunto:
e da vernacolo "e lesc" passò alla
storia con il nome di liscio. Da allora la musica
da ballo si è diffusa in tutto il Nord Italia
a macchia dolio, assumendo diverse connotazioni
a seconda della regione di appartenenza. Nel Sud,
invece, il liscio non ha mai attecchito completamente,
forse a causa della carenza di locali appropriati.
Nella sua versione più attuale, il liscio si
è adeguato ai gusti degli anni 90 e si
è lasciato contaminare dai ritmi moderni, ma
conserva ancora intatto quel sapore genuino che tanto
piace agli amanti del genere. E evidente infatti
che la musica da ballo si riabilita al piacere del
ritorno alla tradizione, alle radici di quella che
potrebbe essere considerata la nostra musica etnica.
Pare proprio che la gente ritrovi la sua identità
nel solco di un patrimonio musicale e culturale che
è suo e che nessuno può ignorare. Così
dà sfogo ai propri impulsi, si lascia andare
a sonorità tipicamente italiane riaffermando
inconsapevolmente la propria identità nazionale:
almeno questo merito bisogna riconoscerlo al liscio.
Un po di storia: nel calderone del cosiddetto
"liscio" vi sono tante cadenze musicali
diverse che hanno origini differenti. La POLKA, per
esempio, è una danza di corte che risale al
XIX secolo e deve il nome alla Polonia, dalla quale
proviene. La MAZURKA proviene dalla regione boema
della Mazuria. Entrambe risentono sia della cultura
araba, sia di quella degli tzigani; infatti gli strumenti
a fiato producono gli stessi suoni della zurka araba.
Meno certe, invece, le origini del VALTZER. I tedeschi
lo fanno derivare dallAllemanda (Germania meridionale),
dal Dreher (Baviera) e dal Landler (Austria). I francesi
dalla "Volta Provenzale". Tutti balli con
una caratteristica comune: il volteggio di coppia
su ritmo ternario. In ogni caso, è certo che
dall 800 in poi Vienna diventò
la capitale del Valtzer, in particolar modo grazie
alla famiglia Strauss. Considerato sino a fine 800
un ballo immorale, allinizio del nostro secolo
il Valtzer è diventato sinonimo di corretta
educazione alla vita di società.

GINNASTICA DOLCE
Esercizi
semplici e benefici per lasciare le tensioni, rilassarsi,
eliminare rigidità muscolari, correggere posture
scorrette e ampliare la propria capacità di
respirazione, adatto a persone di ogni età.

STRETCHING
YOGA
Lo stretching è la
pratica dell’allungamento muscolare, se correttamente
eseguito insieme con un opportuno ritmo respiratorio,
tonifica i muscoli, rinforza la spina dorsale, aumenta
la flessibilità del corpo e allo stesso tempo,
diminuisce la tensione nervosa, rilassa la mente,
aumenta la capacità di concentrazione, di respirazione,
e riequilibra il flusso dell’energia vitale.
Al lavoro di base dello stretching si aggiungono esercizi
di ginnastica energetica, esercizi di “HATA
YOGA”, attenzione alla respirazione e al rilassamento
profondo accompagnato da musica e visualizzazione.
I vantaggi di quest’attività consistono
nel ridurre la tensione muscolare, favorire la sensazione
di rilassamento del corpo, sviluppare la coordinazione
permettendo maggiore libertà e facilità
nei movimenti.
Fare stretching YOGA previene gli infortuni da strappo
muscolare e da traumi articolari e rende più
facile la pratica sportiva: corsa, sci, tennis, nuoto,
calcio…
Sviluppa la consapevolezza del proprio corpo migliorando
la relazione con sé stessi.
In sintesi: FA STARE BENE !!!

BIODANZA
E'
una pratica che favorisce in forma dolce, sensibile,
creativa e progressiva lo sviluppo armonioso e integrato
delle potenzialità umane attraverso esercizi
creati dall'insieme di musica, emozione e movimento.
Biodanza è danza della vita: viene da “Bios=Vita”
e “Danza=Movimento naturale” e cerca di
risvegliare in sé il dono dell'espressione.
E' un insieme di arte, scienza e amore. All'interno
di un gruppo di partecipanti, in una successione di
esperienze generate da un sistema elaborato in 40
anni di studi fondati su una rigorosa impostazione
antropologica e psicologica, attraverso il costante
richiamo dei gesti umani più significativi
(sorridere, camminare, ascoltarsi, incontrarsi, emozionarsi)
vengono vissuti dei momenti di espressione di sé
per mezzo dei quali ciascuno può riscoprire
il meglio delle qualità umane. La Biodanza
è stata creata dal Prof. Rolando Toro, antropologo
e psicologo di origine cilena, per favorire il riequilibrio
psico-fisico, per creare un legame salutare e affettivo
con gli altri, per risvegliare una nuova sensibilità
davanti alla vita e soprattutto per ristabilire i
profondi vincoli che ci sono tra l’uomo e l’amore.

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